Il Vischio

vischio.jpgNelle antiche popolazioni nordiche il vischio era la manifestazione del divino in terra, nato dallo schianto di un fulmine. Visto che si tratta di una pianta che non ha radici ma vive parassitando nutrimento da altre piante, cresce in alto sugli alberi.

Questo suo essere senza radici ha sempre molto suggestionato gli antichi. Per questo la usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione o come auspicio di buoni raccolti e protezioni per il bestiame.

Nel 1800 poi  i britannici hanno iniziato ad appendere il vischio come celebrazione del Natale (appare tra l’altro in un racconto del 1820 eìdi Washington Irving e nel 1836   ne Il circolo Pickwick del grande  Charles Dickens).

Anche in tradizioni più vicine a noi è ritenuto di buon augurio e si regala nel periodo natalizio a parenti e amici e viene messo davanti all’uscio di casa per scacciare disgrazie.

Un’altra usanza molto diffusa, partita sempre dai paesi scandinavi, è quella di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami, dice porti fortuna alle copie.
Forse questa “pratica” deriva dal fatto che il succo del vischio è attaccaticcio.
Il succo delle bacche di vischio  infatti veniva usato per preparare colle adesive nella caccia degli uccelli e infatti nel linguaggio corrente usiamo dire  vischiosa una sostanza attaccaticcia o una persona particolarmente tediosa, mentre non è gradevole rimanere invischiati in certe situazioni.


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