Sant’Oronzo: storia e festeggiamenti a Lecce

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Il Salento è famoso per la sua costa mozzafiato, la cucina deliziosa e le tradizioni culturali uniche, come le feste patronali che animano la regione. A Scorrano, la festa di Santa Domenica è celebre per le sue luminarie spettacolari, mentre a Galatina, la festa di San Pietro e Paolo è un evento religioso e folcloristico che coinvolge l’intera comunità in processioni e danze.

Nella pittoresca città di Lecce, invece, simbolica capitale del Salento, l’atmosfera si infonde di spiritualità e festa ogni anno in occasione dei festeggiamenti dedicati a Sant’Oronzo, il Patrono della città. Questo santo, dalla storia affascinante e dalle radici profonde, è protagonista di un evento che unisce tradizione, fede e gioia popolare. Scopriamo la storia di Sant’Oronzo e la vibrante vitalità di Lecce durante i festeggiamenti in suo onore.

La vita di Sant’Oronzo: tra fede e leggenda

Giunta a noi tramite un antico pergamena medievale, la storia di Sant’Oronzo si snoda attraverso le pagine del tempo, rivelando un intreccio di fede, miracoli e sacrificio. Originariamente conosciuto come Publio, Oronzo è emerso come figura centrale nella città di Rudiae, un’antica città messapica e poi romana situata a breve distanza da Lecce. Il suo percorso di vita inizia 22 anni dopo la nascita di Cristo, ma le sue gesta avrebbero un impatto profondo sulla storia della regione.

La leggenda narra che in un giorno lontano, Oronzo si avventurò insieme al nipote o forse zio, Fortunato, nelle terre di San Cataldo, una località costiera nei pressi di Lecce. Qui, in quella remota località, incrociarono il cammino di Giusto, un uomo appena sbarcato da Roma, su una missione affidatagli da San Paolo per la consegna di lettere apostoliche. In quel luogo, i destini di Oronzo e Fortunato subirono una svolta epocale: si convertirono al Cristianesimo e vennero battezzati da Giusto.

La loro fede rinforzata li spinse a diffondere il messaggio cristiano nel Salento, ma le loro azioni non passarono inosservate agli occhi dei sacerdoti pagani. La loro denuncia al pretore romano portò a un ineluttabile confronto: offrire incenso a Giove o rifiutare e affrontare le conseguenze. La loro scelta li condusse alla flagellazione e alla prigionia.

In un curioso corso di eventi, Giusto fu rilasciato e intraprese un viaggio verso Roma, entrando in contatto con Pietro. Successivamente, a Lecce, Giusto e i due convertiti, Oronzo e Fortunato, partirono per Corinto. Fu qui che Paolo designò Oronzo come primo vescovo di Lecce. Tuttavia, le loro fedi e la loro predicazione li condussero nuovamente in carcere a Lecce durante le persecuzioni sotto il regime di Nerone, culminando con la loro decapitazione.

Le loro spoglie, segnate dalle torture, trovarono pace nella dimora campestre di una donna cristiana di nome Petronilla. Questo luogo divenne in seguito la sede della chiesa oggi nota come “La Capu te Santu Ronzu”.

Sarà solo nel XVII secolo che Sant’Oronzo si rivelerà patrono di Lecce. Nel 1656, un’epidemia di peste travagliava il Salento, e i leccesi, devoti al Santo, implorarono il suo aiuto. La loro supplica fu esaudita: Sant’Oronzo fermò l’epidemia alle porte di Lecce, preservando la città. È questa la scena ritratta nella pregevole opera di Giuseppe da Brindisi, collocata nel cuore della Cattedrale di Lecce.

Un curioso aneddoto svela che la statua d’argento di Sant’Oronzo, custodita nel Duomo di Lecce, recava sempre lo stesso difetto vicino al sopracciglio durante le fusioni. La risoluzione di questo enigma giunse dalla voce stessa del Santo: una cicatrice, acquisita in gioventù, riproduceva fedelmente il segno sulla statua.

Come viene festeggiato Sant’Oronzo a Lecce?

Nel pomeriggio del 24 agosto, un’atmosfera di fervore e attesa si diffonde per le vie di Lecce. È l’inizio della festa che onora Sant’Oronzo, Patrono della città, e il cuore pulsante dell’evento è il magnifico Duomo di Lecce. Qui, le più alte cariche dell’amministrazione locale e le confraternite religiose si riuniscono, unendo le loro voci ai fedeli e ai curiosi cittadini. La processione, simbolo delle celebrazioni, prende il via da questo luogo sacro e si snoda attraverso le strade principali del centro storico, portando con sé la tradizione e la spiritualità.

In testa alla processione campeggia la statua d’argento di Sant’Oronzo, seguita da quelle dei Santi Patroni e da un flusso di fedeli devoti. Le statue, sorrette con rispetto e solennità, attraversano la città sotto gli occhi attenti di coloro che si sono radunati per assistere a questo spettacolo di fede. Canti religiosi e preghiere s’intrecciano con le melodie della banda musicale, creando un’atmosfera di raccoglimento e devozione. L’evento culmina con uno spettacolo pirotecnico tradizionale che illumina il cielo notturno, regalando un momento di gioia e festa condivisa.

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Le celebrazioni durano tre giorni, scanditi da ulteriori messe solenni e momenti di raccoglimento. Ma la festa di Sant’Oronzo è anche una celebrazione della vita cittadina e delle tradizioni popolari. L’intera città si anima con spettacoli e intrattenimenti per i cittadini e i visitatori, illuminata di luminarie intricate e scenografie suggestive, mentre bancarelle colorate aggiungono un tocco di vivacità alle strade. La città stessa diviene un palcoscenico festoso, illuminato dalla fusione del sacro e del profano.