Gallipoli e la Festa di Santa Cristina

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Gallipoli, incantevole cittadina salentina situata sulla costa occidentale della Puglia, è rinomata per le sue splendide spiagge, l’atmosfera vivace e le tradizioni culturali radicate nel tempo. Ma qui si svolge anche uno degli eventi folkloristici più particolari del Salento: la festa di Santa Cristina, che richiama visitatori da ogni angolo del mondo.

Questa festa, che si tiene ogni anno il 24 e il 25 luglio, è un’occasione speciale per immergersi nell’antica cultura e nelle tradizioni salentine, mentre si celebra la patrona di Gallipoli. Durante la Festa di Santa Cristina, la città si anima di colori, musica e spettacoli mozzafiato, offrendo un’esperienza indimenticabile per tutti coloro che decidono di partecipare.

La storia di Santa Cristina tra storia e leggenda popolare

Santa Cristina, una figura affascinante dell’antica agiografia cristiana, è venerata il 24 luglio dalla Chiesa romana e dalle Chiese orientali. Le prime comunità cristiane tramandavano la sua memoria attraverso racconti edificanti, noti come “Passioni”, che, sebbene non sempre storici, diffondevano il suo impatto spirituale. La “Passione” di Santa Cristina è pervenuta fino a noi attraverso diverse versioni, la più antica delle quali risale al V secolo.

Secondo la leggenda, Cristina era una giovane di nobili origini nata a Tiro, in Italia. Nonostante la sua bellezza, i genitori respingevano ogni proposta di matrimonio, avendo deciso di consacrare la figlia al culto degli dei. La giovane fu imprigionata in una torre, circondata da dodici damigelle e molte statue di idoli preziosi in oro e argento. Ma nonostante la sua situazione, Cristina era guidata dall’ispirazione dello Spirito Santo e disprezzava il culto rivolto a queste divinità, tanto che gettava l’incenso che avrebbe dovuto bruciare in loro onore fuori dalla finestra. Con coraggio, Cristina distrusse gli idoli che suo padre aveva adorato e distribuì l’oro e l’argento che li componeva ai bisognosi, dimostrando così il suo rifiuto degli dei falsi e il suo impegno per la giustizia e la compassione.

Santa Cristina è conosciuta come “la grande martire” a causa delle atrocità e dei tormenti subiti. Nel racconto del suo martirio, elementi storici scarsi si intrecciano con una ricca tradizione popolare. La giovane Cristina si mostrò ferma e indomabile nella sua fede: fu arrestata e flagellata dal padre, un magistrato, e successivamente condannata a essere annegata nel lago di Bolsena. Miracolosamente, la pesante pietra legata al suo collo invece di affondare galleggiò, riportando Cristina a riva.

A seguito di questo evento, il padre di Cristina morì dal dolore. Il successore di suo padre, il magistrato Dione, la fece immergere in una caldaia bollente piena di pece, resina e olio, ma Cristina ne uscì incolume. Le vennero rasati i capelli e fu trascinata nuda per le strade della città, ma mai rinunciò alla sua salda fede. Alla morte di Dione, il magistrato Giuliano proseguì la persecuzione: la fece mordere da serpenti velenosi, le tagliò le mammelle seguendo la Passio di Santa Agata e le mozzò la lingua. Infine, venne trafitta con due frecce e morì.

Perché a Gallipoli si festeggia Santa Cristina?

A Gallipoli gli abitanti considerano Santa Cristina la protettrice dei naviganti da quando nel 1867 liberò la città dal colera. A lei è dedicata una cappella in piazza Aldo Moro, che custodisce una suggestiva statua in cartapesta che la ritrae legata ad un palo con frecce che la trafiggono, raffigurante il suo martirio alla tenera età di 20 anni nel 290 d.C.

Un’antica credenza sosteneva che nel giorno di Santa Cristina fosse vietato fare il bagno in mare in quanto si riteneva che la Santa portasse la “steddha”. La credenza risale al 1807, quando un ragazzo di 11 anni annegò e fu considerata una trasgressione. Questa superstizione prevale ancora tra alcuni locali.

Le celebrazioni religiose, la devozione popolare, la curiosità e lo stupore dei turisti si fondono in un mix unico e indimenticabile, incantati, magnificamente, dai profumi del Salento e dai canti del cuore.