La festa di Santo Stefano

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Il 26 dicembre si celebra il giorno di Santo Stefano. Ma chi era Santo Stefano e perché il santo gli dedica uno dei giorni principali del Natale, proprio il giorno dopo la nascita di Cristo? Santo Stefano fu diacono della Chiesa primitiva di Gerusalemme e protomartire, cioè uno dei primi martiri del cristianesimo. Egli ebbe infatti l’onore di essere il primo martire a versare il suo sangue per proclamare la sua fede in Gesù Cristo.

Storia del martirio di Santo Stefano

Santo Stefano è il patrono di Roma, dei cavalli, degli stallieri, dei cocchieri, degli scalpellini, dei muratori, dei falegnami, dei tessitori, dei sarti, dei bottai, e protettore contro l’ossessione, i calcoli, la pleurite, il mal di testa, e per chiedere una buona morte.

Era un ebreo convertito, quindi si ritiene che Santo Stefano sia nato ebreo, sebbene non si sappia nient’altro della sua vita precedente, ma pare che abbia compiuto molti miracoli in presenza del popolo. La Sacra Scrittura fa riferimento a lui per la prima volta negli Atti degli Apostoli, quando fu scelto come uno dei sette diaconi. Le circostanze del suo martirio indicano che la lapidazione di Santo Stefano non fu un atto di violenza di massa, ma piuttosto un’esecuzione giudiziaria.

Santo Stefano fu lapidato dopo essere stato condannato dal Sinedrio. Stefano aveva affrontato e criticato le autorità ebraiche per non aver riconosciuto il Messia e, peggio ancora, per averlo assassinato. Fu trascinato fuori dalla città di Gerusalemme dove fu giustiziato.

Santo Stefano, sotto l’urto delle pietre, riuscì a pronunciare le seguenti parole: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, e con il suo ultimo respiro, in ginocchio, esclamò con forza: “Signore, non considerare questo peccato”, dimostrando di aver perdonato i suoi carnefici.

Perché Santo Stefano si festeggia dopo Natale?

La festa di Santo Stefano veniva sempre celebrata subito dopo il Natale perché, essendo il protomartire, fosse il più vicino possibile alla nascita del Figlio di Dio. Anticamente si celebrava una seconda festa di Santo Stefano il 3 agosto, per commemorare il ritrovamento delle sue reliquie, ma con un Motu Proprio di Giovanni XXIII, il 25 luglio 1960, questa seconda festa fu soppressa dal Calendario Romano.

Un sacrificio associato a quello di Cristo

Nella celebrazione del santo dell’anno 2014, Papa Francesco ha ricordato che «con il suo martirio, Stefano onora la venuta al mondo del Re dei re, lo testimonia e offre in dono la sua vita, come fece in servizio ai più bisognosi. E così ci mostra come vivere pienamente il mistero del Natale».

Il 26 dicembre 2012 Benedetto XVI si è riferito a Santo Stefano con queste parole: «Dove ha preso il primo martire cristiano la forza per affrontare i suoi persecutori e arrivare fino alla resa? La risposta è semplice: dal suo rapporto con Dio, della sua comunione con Cristo, della meditazione sulla storia della salvezza, del vedere l’azione di Dio, che in Gesù Cristo raggiunge il suo culmine».