La festa del grano a Jelsi in onore di Sant’Anna

Festa del grano jelsi

Foto: “Jelsi (CB), 1998, Festa del Grano per Sant’Anna.” by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0.

A Jelsi, piccolo paesino collinare in provincia di Campobasso, si tiene uno degli eventi più caratteristici di tutto il Molise. Stiamo parlando della festa del grano, che viene organizzata ogni luglio in onore della patrona Sant’Anna. Vediamo l’origine e il significato di questa celebrazione religiosa che attrae visitatori e curiosi da ogni parte d’Italia. 

Qual è l’origine della festa del grano a Jelsi?

La nascita della festa del grano si deve a un’occorrenza tutt’altro che festosa. Era il 26 luglio del 1805 quando Jelsi venne colpita da un violento terremoto con epicentro a Baranello, che fece oltre 5.500 morti. Tuttavia, il disastro a Jelsi fu molto più contenuto rispetto ad altre regioni dell’alto Molise, tanto che in questo paesino si contarono appena 31 morti. 

La motivazione fu attribuita alla protezione divina di Sant’Anna, la cui celebrazione ricorreva proprio il 26 luglio. Da allora, ad ogni ricorrenza viene portata in processione la statua della mamma di Maria Vergine, alla quale si chiede la protezione dal terremoto e dai mali futuri attraverso l’offerta di spighe di grano.

Secondo la devozione popolare, la protezione di Sant’Anna si manifestò anche tra il 24 e il 25 luglio 1814, quando un violento uragano colpì Jelsi, stavolta senza fare alcuna vittima. Nel corso degli anni divenne dunque una consuetudine portare in offerta spighe di grano e col tempo la festa venne istituzionalizzata. 

Il rito dell’offerta del grano

Col trascorrere dei secoli, il rito dell’offerta del grano andò assumendo connotati sempre nuovi, con una sempre maggiore partecipazione da parte dei fedeli, anche nella realizzazione di apposite scenografie. In origine il grano veniva semplicemente trasportato attraverso dei covoni, per poi lasciare il posto al trasporto tramite carri in legno, molto simili alla forma di una slitta. Molto utilizzate sono le cosiddette traglie, mezzi di trasporto sprovvisti di ruote che vengono trainati da mezzi agricoli o buoi, e che spesso vengono impreziositi con scene di vita contadina. 

Il grano portato in donazione, oltre a quello utilizzato per le decorazioni, rappresenta il ringraziamento nei confronti di Sant’Anna, che riceve un dono prezioso proveniente dalla terra. Il grano simboleggia infatti la fertilità, la fatica dell’uomo nel plasmare la terra, ma anche l’attenzione alle avverse condizioni che potrebbero vanificare il raccolto. I preparativi della sfilata, che iniziano molti mesi prima, richiamano sempre un grande pubblico. 

Il grano viene utilizzato non solo come ex voto, ma anche per elaborate composizioni e addobbi che orneranno la piazza e le vie principali. Anche i carri vengono addobbati con migliaia di spighe che ricreano fantastici disegni tenuti insieme con nastri colorati. 

Il carretto più atteso è, naturalmente, quello che trasporta la statua di Sant’Anna, abbellita con tutti i suoi ori. Presso Aia di Sant’Anna viene deposto il grano che viene benedetto e poi trebbiato.