La festa di San Vincenzo di Saragozza

San Vincenzo di Saragozza, diacono e martire venerato dalla Chiesa Cattolica e Anglicana, viene festeggiato il 22 gennaio 304, giorno del suo martirio e ascesa in cielo. Da nord a sud, molti sono i luoghi di culto dedicati a San Vincenzo, nonché le festività in suo onore, soprattutto al sud. Ma il suo culto è ben noto anche in Spagna, sua terra natale, in diverse località dell’Europa, dell’Africa e persino dell’America.

Chi era San Vincenzo

Stando all’agiografia cattolica, San Vincenzo nacque a Huesca, una cittadina alle pendici dei Pirenei. Secondo altre versioni, anche le città di Valencia e Saragozza se ne contendono i natali.

Proveniente da una famiglia patrizia, San Vincenzo di Saragozza ebbe un’educazione di alto livello: destinato alle lettere, venne ben presto affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, perché provvedesse alla sua formazione spirituale. In breve tempo fu nominato arcidiacono e divenne il braccio destro del vescovo.

Il martirio di San Vincenzo

Era il periodo della sanguinaria persecuzione avviata dall’Imperatore Diocleziano contro i cristiani. Vennero emanati diversi editti che ordinavano la distruzione di edifici, libri e arredi cristiani. I sudditi dell’Impero dovevano dimostrare la loro lealtà all’Imperatore compiendo sacrifici pubblici. Le alte cariche dello Stato vennero deposte e sottoposte a torture.

Il vescovo Valerio e Vincenzo non si fecero intimorire da questo clima d’odio e continuarono a testimoniare ardentemente la loro fede finché Daciano, il prefetto della provincia spagnola nella quale vivevano, ordinò il loro arresto. Condotti a Valencia, dove Daciano teneva il tribunale, furono fustigati, torturati ed infine uccisi.

Secondo una leggenda, il prefetto Daciano tentò invano di convincere i due a convertirsi al paganesimo, con le torture, con le armi della persuasione e, infine, con i favori, ma furono irremovibili. In questa versione, il vescovo fu mandato in esilio e soltanto Vincenzo fu sottoposto al supplizio, stavolta con lo strumento del cavalletto.

Una leggenda miracolistica racconta che dopo la morte, Daciano ordinò che il corpo del martire venisse gettato in un campo deserto e dato in pasto alle fiere: Dio però sarebbe intervenuto mandando un corvo a vegliare e a difendere le spoglie del santo.

L’inizio del culto di San Vincenzo

Con l’istituzione del Cristianesimo a religione dell’Impero, grazie all’Editto di Milano promulgato nel 313 dall’Imperatore Costantino, venne eretta una basilica a Valencia in onore di San Vincenzo. Qui per lungo periodo hanno riposato le sue reliquie, fino all’invasione dei Mori.

Per mettere dunque al riparo il corpo del santo, i cristiani di Valencia lo trasferirono in Portogallo, all’interno di una piccola chiesetta, che in suo onore verrà ribattezzata Capo San Vincenzo. Al termine della guerra contro i Mori, le spoglie di San Vincenzo fecero rotta a Lisbona.

Secondo una leggenda, pare che il viaggio del corpo del santo sia stato accompagnato dal volo dei corvi, quasi a voler significare la loro rinnovata protezione al santo martire che già un giorno avevano salvato dalle fiere. Giunto in città, il corpo venne deposto nella chiesa di Santa Giusta e Santa Rufina e dopo qualche tempo, il 15 settembre 1173, trasportato solennemente in cattedrale.

Oggi Vincenzo di Saragozza è il santo protettore degli orfani, delle vedove e dei poveri. In Italia 91 tra parrocchie e chiese venerano il suo nome; sin dal ‘300 è protettore della città di Vicenza che, secondo un’antica leggenda, ne porta il nome, di Adrano (CT), di San Vincenzo la Costa (CS), di Villetta Barrea (AQ), di Nole (TO), di Ugento (LE) e dell’omonima Diocesi, di Miggiano (LE), di Arigliano (LE), di Tripi (ME) e di Mirabello Monferrato (AL).